Remmy – Intervista a Michele Servalli

Intervista ad un pioniere della sicurezza in auto

Abbiamo fatto la consueta chiacchierata con l’inventore di Remmy, Michele Servalli.

MSA: Buongiorno Michele, ti chiedo di dirci chi sei e di cosa ti occupi

“Buongiorno , mi chiamo Michele Servalli, ho 52 anni e da 6 mi occupo a tempo pieno di sicurezza bambini in auto. In particolare dal 2013 quando abbiamo creato Remmy, il primo dispositivo anti-abbandono disponibile nel mondo. Da allora, oltre a sviluppare e gestire l’azienda, mi sono occupato di fare formazione e informazione per sviluppare cultura della sicurezza per i bimbi in auto: purtroppo ci sono ancora tante persone che sottovalutano i rischi che corre un bambino in caso di incidente se non è assicurato bene in un seggiolino adeguato.
E lo faccio sia online che offline: seguo decine di gruppi di mamme su Facebook dove sono riconosciuto come l’”esperto” di sicurezza bimbi in auto e vengo periodicamente taggato per rispondere a domande su come scegliere il seggiolino, dove posizionarlo etc. etc. Da questa esperienza è nato il format dei miei interventi off-line “Pillole di Sicurezza in Auto”. In pratica vado ovunque sia possibile parlare di sicurezza-bimbi-in-auto e partendo dalle domande tipiche che mi vengono rivolte on-line, aiuto genitori, nonni zii, a capire le best-practice per far viaggiare più sicuri i loro bimbi. Un po’ come fate voi, ma su canali diversi.”

MSA: Come è nata l’idea di pensare un prodotto per la sicurezza dei bambini in auto?

“L’idea è nata da due persone diverse, in momenti diversi: io l’ ho pensato il 31 maggio 2008 quando alla radio dettero la notizia che la bimba di Lecco non ce l’aveva fatta! Era morta perché lasciata in auto per ore dalla mamma … Casualmente ero in macchina con la mia bimba, che al tempo aveva tre anni, quando sentii la notizia e … ebbi la reazione classica che tutti hanno la prima volta che sentono una cosa del genere. “Ma come ca…volo è possibile una cosa simile?” … poi … sono una persona emotiva, ma anche razionale e dopo il primo momento di sbigottimento mi sono detto “Michele … per come sei, e per come vivi in questo momento … (all’epoca facevo il consulente aziendale) … mai dire mai!”. Mi rassicurai pensando che casomai mi fosse successo, Matilde sarebbe stata comunque salva perché ho sempre con me il computer e lo metto dietro, ai piedi del seggiolino. Quindi, nel caso in cui fossi stato vittima di un black-out … il computer mi avrebbe fatto accorgere in tempo di Matilde. Non che il computer sia più importante di mia figlia, ma senza di quello non posso iniziare a lavorare quindi me ne sarei accorto subito. Poi pensai: “… eppure … sarebbe semplice: basterebbe una qualcosa che suona quando arrivi a destinazione e spegni il motore … vabbè, appena ho un attimo ci penso”. Da quel momento passarono 5 anni e una mattina di giugno il mio collega Carlo Donati, anche lui papà di un bimbo piccolo, entrò nel mio ufficio dicendo:” … Michele, hai sentito cosa è successo? Un bimbo è morto perché lasciato in auto dal babbo per 8 ore! Ma ti pare possibile? Siamo nel 2013 e … basterebbe qualcosa che suona quando spegni il motore …”.
Il resto è storia: in poco meno di 5 mesi abbiamo progettato, brevettato, prodotto e reso disponibile il primo dispositivo anti-abbandono nel mondo: il 12 settembre abbiamo costituito la società e il 4 novembre 2013 abbiamo “acceso” il sito da cui si poteva ordinare REMMY CarBabyAlert”

Michele Servalli Intervista Remmy 2
Michele Servalli con Remmy

MSA: Come funziona il vostro dispositivo anti-abbandono e come si differenzia da altri già presenti sul mercato?

Il funzionamento di Remmy CarBabyAlert è semplicissimo, quanto efficace: tramite la presa accendisigari dell’auto il processore all’interno della centralina capisce se il motore è acceso o spento; tramite un sensore di pressione posto sotto alla fodera del seggiolino lo stesso processore capisce se il bimbo è in auto o meno. In funzione delle informazioni che il processore riceve, il processore attiva gli allarmi. In particolare Remmy ha due funzioni:

  • funzione ALERT: ti avvisa se il bimbo si dovesse slacciare le cinture, o sfilarsele, o semplicemente se è legato male
  • funzione REMINDER: ti ricorda che il bimbo è in auto immediatamente nel momento in cui spegni il motore.

Entrambe le funzioni differenziano in maniera evidente e sostanziale Remmy dagli altri prodotti che sono usciti dopo (quasi tutti DOPO che si è iniziato a parlare di legge e che quindi hanno visto il lato business della questione). La prima differenza è molto semplice, immediata e di facile comprensione: Remmy non solo è stato il primo disponibile al mondo, ma è anche l’unico prodotto italiano, che può chiamarsi veramente “anti-abbandono”, perché ti avverte della presenza a bordo del bimbo subito, quando sei ancora in auto, nel momento stesso che spegni il motore. Quindi serve a PREVENIRE l’abbandono, come previsto dall’articolo 1 della legge 117/2018 (“Modifiche all’articolo 172 del codice della strada, … , concernenti l’obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l’abbandono di bambini nei veicoli chiusi”). Gli altri dispositivi, che in buona sostanza funzionano grazie alla connessione Bluetooth/SmartPhone, andrebbero piuttosto chiamati SEGNALA-ABBANDONO, perchè di fatto avvertono quando l’abbandono è già avvenuto (mediamente quando sei tra 8 e 15 metri lontano dall’auto e il dispositivo, applicato al seggiolino, perde la connessione con lo smartphone! … sempre che tu non abbia lasciato il cellulare in auto … che il cellulare sia carico e acceso … che il Bluetooth sia attivo … o che semplicemente tu abbia un cellulare e lo sappia usare!). Questa è la differenza fondamentale: ed è per questo motivo che nel 2013 quando abbiamo creato Remmy abbiamo subito abbandonato l’idea di affidare la protezione dei bimbi ad uno smartphone: non sarebbe stato possibile avere la certezza al 100% che tutto funzioni a modo!

Oltre a questa differenza, secondo noi sostanziale, REMMY CarBabyAlert è l’unico che ha la funzione Alert: cioè ti segnala se mentre sei in viaggio il bimbo si dovesse slacciarsi le cinture, sfilarsele o semplicemente se è legato male. Anche questa è prevenzione: Remmy ti avvisa che devi fermarti per ripristinare le condizioni di sicurezza!

Non è un caso che la Commissione Europea ha premiato Remmy CarBabyAlert con il GOLD AWARD al Product Safety Award! (https://ec.europa.eu/product-safety-award/meet_the_winners_en.htm)

Michele Servalli GOLD AWARD al Product Safety Award
Michele Servalli GOLD AWARD al Product Safety Award

MSA: Quali difficoltà avete incontrato durante lo sviluppo?

Non ci sono state particolari difficoltà in termini di sviluppo: la tecnologia che utilizza Remmy è molto semplice anche se molto più complessa di quello che sembra; solo per darti un’idea, Remmy è composto da quasi 100 componenti! E contrariamente ad altri prodotti similari, non si limita a capire se la macchina è
accesa o spenta tramite un “banale” relè … il nostro sistema misura la tensione della batteria tramite la presa accendisigari e, sotto una certa soglia capisce che il motore è spento. In pratica, non serve che la tensione della batteria allo spinotto sia a 0 Volt; basta la diminuzione della tensione sotto una determinata soglia dovuta allo spegnimento dell’auto! Anche il tema “c’è però un cavo tra lo spinotto e il sensore di pressione” può sembrare un anacronistico nel 2019, al tempo di tutto connesso, tutto wireless, tutto Bluetooth. Per noi quel cavo è fondamentale! Ci da la certezza che le due componenti base di Remmy siano in contatto!

MSA: Il percorso normativo della legge anti-abbandono è stato lungo, travagliato e non è ancora del tutto terminato. Pensi si potesse fare meglio? Cosa cambieresti?

Sinceramente non ho competenze specifiche dal punto di vista delle procedure legislative che devono essere attivate per passare da una proposta di legge alla sua attuazione, per cui non saprei che rispondere.
In merito a se si potesse fare meglio e cosa cambierei invece, ti rispondo riportando quanto dissi in Commissione Trasporti quando mi convocarono in audizione per avere indicazioni su quali fossero per me le caratteristiche che un dispositivo dovesse avere per essere sicuro ed affidabile,in estrema sintesi, perché un prodotto sia sicuro:

  1. non deve richiedere alcun tipo di azione da parte dell’utente
  2. non deve richiedere nessun tipo di manutenzione/istallazione
  3. non deve dipendere da altri oggetti/dispositivi
  4. deve avvertire immediatamente, quando sono ancora in auto
  5. deve avvertire anche se c’è qualche problema di funzionamento
  6. deve costare poco: il prezzo non deve essere una barriera alla protezione

Ora, oltre ad essere particolarmente contento che finalmente a breve tutti i bambini viaggeranno più sicuri in auto. Anche i figli di genitori che si sentono infallibili e pensano che certe cose a loro non potrebbero mai capitare. Sono anche molto orgoglioso di aver avuto la possibilità di offrire un contributo concreto alla stesura di questa legge e delle caratteristiche tecniche del decreto attuativo (di fatto, sono stati ripresi quasi alla lettera tutti i punti che avevo indicato).

Remmy punti principali sicurezza
Remmy punti sicurezza

Cosa si poteva fare meglio? Guarda … mi preme evidenziare solo due cose, quelle per me piu importanti:

Prima cosa: prevedere l’obbligo fino a 5 anni di età; non perché cosi si vendevano più dispositivi, ma perché se è vero che la media dei casi accaduti, e noti, si riferisce a bimbi di 2,4/2,5 anni, nella gaussiana ci sono anche casi di bimbi tra i 4 e 5 anni, come ho mostrato in Commissione e come ho scritto nei commenti alla bozza sulla piattaforma tris . È vero che sono molto “pochi” (anche se UNO è già troppo, soprattutto per i genitori e la famiglia di quell’UNO …), come sono pochi i casi accaduti con bimbi di poche settimane. Il fatto però è che succede! Dopo i 5 anni poi, non è che non possa capitare; ma nel caso, il bimbo normalmente è in grado di fare qualche cosa per salvarsi. Infatti non risultano casi noti con bambini sopra i 5 anni, a parte alcuni di 8/10 anni e uno addirittura di 13! Ma sono casi in cui è stata la disabilità del bimbo che ha impedito che potesse fare qualcosa da solo per salvarsi.


Secondo punto, evidentemente il piu importante: avrebbero dovuto sciogliere l’ambiguità che viene generata dal termine “tempestivamente” nel punto 1.d (“nel caso in cui il dispositivo rilevi la necessità di dare un segnale di allarme, quest’ultimo deve essere in grado di attirare l’attenzione del conducente tempestivamente attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili all’interno o all’esterno del veicolo;”).


Il termine TEMPESTIVAMENTE (secondo me utilizzato volutamente lascia spazio all’interpretazione: qual è il tempo che deve passare perché l’avvertimento possa essere un avvertimento tempestivo? Un secondo? Dieci secondi? Un minuto? Oppure un metro? Otto metri? Quindici metri? (forse vale la pena ricordare che in questi casi bastano 20 minuti perchè ci possano essere danni irreversibili al bambino, e poco piu di due ore per arrivare al decesso)


Il problema, per la vita dei bimbi, è che l’avverbio TEMPESTIVAMENTE in sostanza ha fatto sì che possano essere considerati entro la norma anche sistemi che, oggettivamente, non sono da considerare efficaci; in particolare quelli che ti avvisano quando sei fuori dall’auto, come ho provato a spiegare prima: possono esserci decine di situazioni per cui il sistema fallisce nel suo obbiettivo: salvare la vita ad un bimbo. E voglio ribadire quanto detto prima: nel 2013 avevamo valutato anche noi soluzioni di quel tipo, ma le abbiamo abbandonate perché non sicure al 100%.


A questo punto però … meglio una legge non perfetta piuttosto che niente. Adesso sarà il consumatore che sceglierà se risparmiare qualche euro per andare a mangiare una pizza in più, oppure proteggere il proprio bimbo. Come accade con i seggiolini auto, ci sarà chi comprerà il dispositivo per non rischiare di prendere la multa e chi lo comprerà per proteggere il proprio bambino.
Io sono comunque contento e soddisfatto; non potevo fare di più. Il mio obbiettivo all’inizio di questa avventura era, e rimane, proteggere più bambini possibile da tragedie che si possono evitare. È questo quello che conta, più di qualsiasi logica commerciale.


E la domanda che ora mi sorge spontanea è: avere la sicurezza di aver fatto il massimo possibile per proteggere il mio bambino, vale una pizza in più?

Michele Servalli

Se hai qualche domanda o se ti è piaciuto l'articolo lascia un commento

Leave a reply

MigliorSeggiolinoAuto.it
Register New Account
Reset Password